Oggi Reggio Emilia è immersa in una tranquilla pianura coltivata. Ma circa 3 milioni di anni fa, quella stessa area era coperta da un mare poco profondo. In quel tempo remoto, un capodoglio gigante nuotava tra le acque dell'antico bacino padano.
Nel 1928, durante lavori di scavo nella campagna di Gavassa, a pochi chilometri dal centro cittadino, emerse un grande scheletro di balena. Conservato perfettamente nelle argille plioceniche, il fossile misura oltre sette metri di lunghezza.
Custodito oggi nei Musei Civici di Reggio Emilia, questo reperto è diventato un simbolo locale, noto come "la balena del Crostolo". Il suo ritrovamento racconta molto più di una semplice curiosità : testimonia che la pianura padana fu un giorno un fondale marino ricco di vita.
Nell'epoca del Pliocene, l'area era popolata da balene, delfini, squali e molte altre specie di pesci ora scomparse. Con il passare del tempo, quel mare si ritirò lentamente, lasciando posto a fiumi, lagune e infine alla terraferma che conosciamo.
Oggi camminiamo su antichi abissi dove un tempo nuotavano giganti del mare. Un viaggio nel passato, nascosto sotto i nostri piedi, che ci invita a riflettere sulla profondità del tempo e della natura che ci circonda.
ðââï¸ Quel che non sapevi, in breve
ð A Reggio Emilia fu scoperto un fossile di balena del Pliocene
ð Lo scheletro, lungo oltre 7 metri, è conservato nei Musei Civici
ð La pianura padana era un mare poco profondo circa 3 milioni di anni fa
ð Oggi la terraferma nasconde un passato marino sorprendente
quel che non sapevi
ID: 72840395
Categoria: Annunciotizie
Rubrica: Ambiente e territorio
Localita: Reggio Emilia (RE)
Pubblicato: 05/11/2025 10:09